Il Modello 730 è il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Permette di comunicare al Fisco informazioni su redditi da lavoro dipendente e assimilati, redditi da pensione e alcune spese detraibili.

Possono utilizzarlo i contribuenti che nell’anno precedente all’invio hanno percepito:

  • redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (per esempio contratti di lavoro a progetto);
  • redditi dei terreni e dei fabbricati;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva (per esempio prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente);
  • redditi diversi (per esempio, redditi di terreni e fabbricati situati all’estero);
  • alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata (per esempio, i redditi percepiti dagli eredi – a esclusione dei redditi fondiari, d’impresa e derivanti dall’esercizio di arti e professioni);
  • redditi di capitale di fonte estera, diversi da quelli che concorrono a formare il reddito complessivo, percepiti direttamente dal contribuente senza l’intervento di intermediari residenti indicati nella sezione III del quadro L.

Deve essere presentato entro il 30 settembre 2026 tramite:

  • l’area personale dell’Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE, CNS),
  • i Centri di Assistenza Fiscale (CAF),
  • i professionisti abilitati o il sostituto d’imposta come Fisco Consulting SRL, scrivendoci a office@fiscoconsulting.it

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Dichiarazione precompilata

La stagione della dichiarazione dei redditi entra nel vivo. A partire dal 30 aprile, il modello 730 precompilato sarà nuovamente consultabile nell’area personale del portale dell’Agenzia delle Entrate. La vera operatività scatterà però dal 15 maggio, data dalla quale sarà possibile confermare, modificare o completare il modello e procedere quindi con l’invio. Il termine ultimo per trasmettere la dichiarazione è fissato al 30 settembre 2026. Ecco cosa sapere Scadenza il 31 ottobre per chi presenta il modello Redditi.

Nella dichiarazione troverai i seguenti dati già compilati:

  • Certificazione Unica, che viene inviata all’AdE dai sostituti d’imposta;
  • gli oneri deducibili o detraibili, come ad esempio:
    • spese sanitarie e relativi rimborsi;
    • interessi passivi sui mutui;
    • premi assicurativi;
    • contributi previdenziali;
    • contributi versati alle forme di previdenza complementare;
    • contributi versati per i lavoratori domestici;
    • spese per asili nido, per l’istruzione scolastica, universitarie e relativi rimborsi;
    • spese funebri;
    • donazioni liberali a favore di ONLUS, di associazioni di promozione sociale e di alcune fondazioni e associazioni riconosciute;
    • spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per misure antisismiche, per l’arredo degli immobili ristrutturati e per interventi finalizzati al risparmio energetico (bonifici per interventi su singole unità abitative e spese per interventi su parti comuni condominiali);
    • spese per interventi di “sistemazione a verde”;
  • alcune informazioni della dichiarazione dei redditi dell’anno precedente come i dati dei terreni e dei fabbricati, gli oneri che danno diritto a una detrazione da ripartire in più rate annuali ecc;
  • altri dati presenti nell’Anagrafe tributaria: ad esempio, le informazioni contenute nelle banche dati immobiliari (catasto e atti del registro), i pagamenti e le compensazioni effettuati con il modello F24.

Al momento sono circa 1 miliardo e 300 milioni i dati che l’Agenzia ha ricevuto e precaricato nelle dichiarazioni 2024. Al primo posto per numerosità si collocano, come sempre, le spese sanitarie, seguite dai premi assicurativi, le certificazioni uniche di dipendenti e autonomi, i bonifici per ristrutturazioni e infine gli interessi sui mutui.

Come abbiamo detto, il modello precompilato è composto da vari quadranti, come ad esempio il Quadro E (oneri e spese detraibili e oneri deducibili), al cui interno vanno indicate:

  • le spese detraibili;
  • gli oneri deducibili.

Vediamole nel dettaglio.

Spese detraibili

Sono le spese per i quali spetta una detrazione d’imposta, come ad esempio quelle sostenute per motivi di salute, per l’istruzione o per gli interessi sul mutuo dell’abitazione principale. la misura di queste agevolazioni varia a seconda del tipo di spesa. Riportiamo alcuni esempi:

  • 19% per le spese sanitarie o per gli interessi passivi per il mutuo dell’abitazione principale;
  • 35% per le erogazioni liberali in denaro a favore di Onlus, Aps e Ets.

Nei casi in cui l’imposta dovuta è inferiore alle detrazioni alle quali si ha diritto, la parte di detrazione non può essere rimborsata. Fanno eccezione:

  • detrazioni su canoni di locazione;
  • detrazioni per figli a carico.

Riassumendo

  • 730 precompilato disponibile dal 30 aprile 2026 per i redditi 2025.
  • La scadenza di invio del modello è fissata al 30 settembre 2026.
  • La presentazione può avvenire direttamente, tramite sostituto d’imposta, Caf o professionista abilitato.
  • Senza modifiche, non servono i documenti degli oneri già comunicati da terzi.
  • Resta obbligatoria la prova dei requisiti soggettivi per detrazioni, deduzioni e agevolazioni.
  • Con modifiche rilevanti, serve la documentazione completa, salvo spese sanitarie non variate.

Annullare il 730 inviato

Il contribuente che ha già trasmesso la propria domanda e si accorge di aver compilato male il modello o che non ha presentato tutti gli elementi, avrà la possibilità di annullare la dichiarazione precedente e inviarne una nuova. L’annullamento della domanda si potrà effettuare solo una volta.

I dati inseriti in precedenza saranno cancellati e sarà di nuovo disponibile la dichiarazione precompilata nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. L’invio del nuovo 730 potrà essere effettuato dopo 24/48 ore dall’annullamento.

Per annullare il modello lo stato della ricevuta dell’invio deve risultare con la dicitura “Elaborato”. Basterà poi accedere all’applicazione con le stesse credenziali per annullarla. Se sono stati compilati anche Redditi aggiuntivo o correttivo del 730 sarà necessario cancellare prima i dati inseriti, cliccando sul tasto “Ripristina”, nella sezione “Redditi aggiuntivo e correttivo/integrativo”.

Con l’annullamento del 730 sarà rimosso in automatico anche il modello F24 eventualmente predisposto. Nella sezione “Ricevute” sarà anche possibile controllare e stampare le ricevute di annullamento.

Nei casi di dichiarazione congiunta l’annullamento potrà essere richiesto solo dal dichiarante.

Integrare o correggere la dichiarazione

Il contribuente è tenuto a modificare o integrare il modello 730 in caso di errori o redditi non presenti. Se il contribuente riscontra errori commessi dal soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale deve comunicarglielo il prima possibile, per permettergli l’elaborazione di un Modello 730 “rettificativo”. Se invece è lo stesso dichiarante ad accorgersi di non aver fornito tutti gli elementi è possibile presentare un modello “integrativo”.

Redditi integrativo

Per rettificare la dichiarazione è possibile ricorrere al modello 730 integrativo, possibile però solo se l’integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata. Se il contribuente si accorge di non aver indicato tutti i dati necessari nella dichiarazione, può integrare il 730 con modalità diverse, a seconda dei casi.

Novità del modello 730/2026

Le novità per le detrazioni

Nel modello 730 del 2026 diverse sono le novità sulle detrazioni fiscali, introdotte non solo dalla riforma IRPEF, ma anche dalle ultime leggi di bilancio. È importante conoscere quelle a cui si ha diritto, in modo da avere la possibilità di recuperare più soldi:

  • rimodulazione detrazioni per redditi da lavoro dipendente: dal 2025 è confermato l’aumento della detrazione per redditi di lavoro dipendente (escluse pensioni) e alcuni redditi assimilati fino a 15.000 euro, che passa da 1.880 a 1.955 euro;
  • modifica detrazioni per figli a carico: non spettano più per figli non disabili con più di 30 anni. Restano per figli tra 21 e 30 anni e per quelli con almeno 30 anni se con disabilità accertata;
  • modifica detrazioni per altri familiari a carico: spettano solo per gli ascendenti fiscalmente a carico che convivono con il contribuente;
  • modifica detrazioni per familiari a carico residenti all’estero: dal 2025 non sono riconosciute ai contribuenti non cittadini italiani o UE (o SEE) per familiari residenti all’estero;
  • detrazione comparto sicurezza e difesa: per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2025 è riconosciuta fino a 458,50 euro ai lavoratori che nel 2024 hanno percepito redditi da lavoro dipendente fino a 30.208 euro;
  • ulteriore detrazione: prevista per lavoratori dipendenti con reddito complessivo tra 20.000 e 40.000 euro;
  • rimodulazione detrazioni per oneri: per redditi superiori a 75.000 euro, le spese detraibili sono ammesse entro limiti prefissati;
  • detrazione spese scolastiche: il limite massimo detraibile sale a 1.000 euro per studente;
  • detrazioni per ristrutturazione ed efficientamento energetico: l’agevolazione ordinaria è al 36%, che sale al 50% per l’abitazione principale;
  • detrazione per non vedenti per cani guida: l’importo detraibile sale a 1.100 euro;
  • Superbonus: la detrazione è fissata al 65%.

Cosa si può scaricare nel 730 nel 2026?

Per il 2026 restano valide in generale molte delle spese detraibili già previste negli anni precedenti, con la possibilità di ridurre l’imposta dovuta o di aumentare il rimborso fiscale, a patto di conservare la documentazione necessaria per verificare la conformità dei dati riportati nella dichiarazione. Ecco cosa si può scaricare nel 730/2026:

  • spese sanitarie: detrazione del 19% per le spese sostenute per sé e per i familiari a carico;
  • spese scolastiche e universitarie: detrazione del 19% con un tetto massimo di 1.000 euro per studente;
  • spese per la casa: interessi sul mutuo prima casa, lavori di ristrutturazione, bonus mobili e interventi di efficientamento energetico;
  • spese per affitto: detrazioni per il canone di locazione, in particolare per giovani con redditi bassi e lavoratori che si trasferiscono per lavoro;
  • spese varie: premi assicurativi, contributi previdenziali, spese funebri, attività sportive dei figli, spese per animali domestici, donazioni a enti benefici.

Dichiarazione precompilata anche per i titolari di partita Iva

Da quest’anno, anche gli imprenditori e i professionisti potranno consultare la dichiarazione precompilata contenente i redditi risultanti dalle certificazioni uniche di lavoro autonomo, da fabbricati e terreni, le spese detraibili e deducibili e quelle dei familiari.

Inoltre, in caso di adesione al regime di vantaggio o al regime forfetario, sarà possibile completare e inviare il modello Redditi persone fisiche e aderire, a partire dal 15 giugno, al concordato preventivo, direttamente tramite l’applicativo della precompilata.

Anni precedenti

Le novità introdotte nel 2022 sono invece state le seguenti:

  • rimodulazione degli scaglioni di reddito
  • ridefinizione delle detrazioni per i redditi di lavoro dipendente, pensione e per i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

A marzo 2022, con l’introduzione dell’Assegno unico universale per i figli a carico di età non superiore a 20 anni, è cambiata anche la disciplina delle detrazioni per carichi di famiglia e quindi anche il prospetto per la dichiarazione dei “Familiari a carico”. Sono confermate anche le agevolazioni Superbonus 110%, Sismabonus ed Ecobonus per gli interventi sugli immobili.

Il 20 aprile 2022 è stata introdotta la possibilità di delegare le persone di fiducia, per gestire la propria dichiarazione, anche via web o videocall. Un’iniziativa pensata per chi ha poca dimestichezza con funzionalità web o si trova impossibilitato a gestirle in prima persona. Queste due modalità si aggiungono a quelle già attive dal 2022: l’invio di una PEC o la presentazione della richiesta presso un qualunque ufficio dell’Agenzia.

Un’altra importante novità riguarda il nuovo Quadro W, nel quale il contribuente dichiara le cripto-attività, ma anche gli investimenti immobiliari esteri e altre attività di natura finanziaria sempre all’estero.

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