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	<title>plusvalenze Archivi - FISCO CONSULTING</title>
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	<title>plusvalenze Archivi - FISCO CONSULTING</title>
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		<title>Criptovalute, la tassazione delle plusvalenze realizzate salirà dal 26 al 42%</title>
		<link>https://www.fiscoconsulting.it/criptovalute-la-tassazione-delle-plusvalenze-realizzate-salira-dal-26-al-42/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cesare Longo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 12:16:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Criptovalute, la tassazione sulle plusvalenze sale dal 26 al 42% Un tema importante riguarda le plusvalenze da bitcoin, per cui prevediamo un aumento della ritenuta dal 26% al 42%&#8221;. È una frase pronunciata dal viceministro dell&#8217;economia e delle finanze Maurizio Leo durante la presentazione alla stampa della manovra finanziaria, parole che potrebbero provocare un fuggi fuggi di dimensioni più o meno importante</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fiscoconsulting.it/criptovalute-la-tassazione-delle-plusvalenze-realizzate-salira-dal-26-al-42/">Criptovalute, la tassazione delle plusvalenze realizzate salirà dal 26 al 42%</a> proviene da <a href="https://www.fiscoconsulting.it">FISCO CONSULTING</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="title is--large" style="text-align: justify;">Criptovalute, la tassazione sulle plusvalenze sale dal 26 al 42%</h2>
<p style="text-align: justify;"><em>Un tema importante riguarda le <strong>plusvalenze</strong> da bitcoin, per cui prevediamo un <strong>aumento della ritenuta dal 26% al 42%&#8221;</strong><strong>.</strong> È una frase pronunciata dal viceministro dell&#8217;economia e delle finanze Maurizio Leo durante la presentazione alla stampa della manovra finanziaria, parole che potrebbero provocare un fuggi fuggi di dimensioni più o meno importante dalle criptovalute in Italia.</em></p>
<div id="m594-593-595" class="content  " style="text-align: justify;">
<p class="chapter-paragraph">l governo si prepara ad alzare le tasse sulle criptovalute. «Per le plusvalenze da bitcoin prevediamo un aumento della ritenuta dal 26% al 42%», ha detto il viceministro dell&#8217;Economia, Maurizio Leo. Si tratta di un aumento significativo dell’aliquota che <b>riguarda la differenza (positiva) fra il prezzo di acquisto del bitcoin e quello di rivendita</b>.</p>
<p class="chapter-paragraph">La misura verrebbe inserita in manovra si applicherebbe già <b>a partire dal 2025. </b></p>
</div>
<div id="m599-598-600" class="content  ">
<h2 id="m675-674-676" class="native-summary-content paragraph-summary title-art is-small--bre-c-h " style="text-align: justify;" spellcheck="true">La platea interessata</h2>
<p class="chapter-paragraph" style="text-align: justify;">La misura potrebbe interessare una vasta platea di contribuenti. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Blockchain and Web3 della School of Management del Politecnico di Milano, a fine 2023 erano<b> oltre 3,6 milioni gli italiani che dichiarano di possedere attualmente criptovalute o token</b>. Un terzo (32%) li ha acquistati su una Borsa di criptovalute, il 17% con un servizio di wallet con acquisto diretto. Il 38% degli italiani preferisce invece esporsi finanziariamente a questi strumenti solo in modo indiretto attraverso servizi di trading tradizionali e app bancarie.</p>
<p style="text-align: justify;">L’annuncio del viceministro Leo ha suscitato immediatamente polemiche. «<b>L&#8217;imposta sostitutiva al 42% prevista per il 2025 sarebbe fiscalmente discriminatoria e quindi iniqua, probabilmente anche incostituzionale</b>», ha sottolineato Ferdinando Ametrano, ceo della fintech Checksig. «Come tutte le idee mal concepite, avrebbe l&#8217;effetto dannoso di far fuggire i capitali cripto dall&#8217;Italia, creando distorsioni di mercato e inducendo gli investitori a realizzare il capital gain entro la fine del 2024. Inoltre, creerebbe uno squilibrio irragionevole rispetto agli investimenti in ETP, ETC e ETF Bitcoin, che sono tassati al 26%. Infine, il danno per l&#8217;industria italiana che fornisce servizi in ambito cripto sarebbe enorme.</p>
<div class="asubtitle">
<h2 id="">Come era la tassazione sulle plusvalenze superiori ai 2mila euro</h2>
</div>
<p class="atext">Dall’anno di imposta 2023, già con la prima dichiarazione dei redditi, ovvero il modello Redditi 2024, sono state introdotte numerose novità sulla tassazione delle criptovalute: tutte le plusvalenze superiori a 2mila euro sono state tassate con aliquota al 26%. Ora questa tassazione passerà al 42 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Primi Commenti e polemiche</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gianluca Sommariva, CEO di Hodlie, piattaforma italiana per la gestione di crypto, ha definito sorprendente e preoccupante la dichiarazione di Leo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Un aumento della tassazione al 42% sulle plusvalenze rappresenterebbe un duro colpo, specialmente per i piccoli investitori, che si troverebbero a dover affrontare una delle tassazioni più alte a livello globale. Mentre gli investitori istituzionali potrebbero eludere il problema tramite ETF e derivati, che continuerebbero ad essere tassati al 26%, le imprese tecnologiche e finanziarie, soprattutto le startup, rischierebbero di <strong>trasferirsi all&#8217;estero</strong> per condizioni fiscali più vantaggiose.</em></p>
<hr />
<section id="scrollto_plusvalenze_e_minusvalenze_cosa_sono_section" class="article-section">
<h2 class="section_heading">Plusvalenze e minusvalenze, cosa sono</h2>
<div class="section-content wysiwyg-content blue-bullets">
<p>La plusvalenza, nel linguaggio delle criptovalute, è la differenza tra il corrispettivo percepito, cioè il valore di mercato, e il costo o valore d’acquisto (che va sempre documentato con elementi certi e precisi). In assenza della documentazione, il costo d’acquisto sarà considerato pari a zero e la tassazione si applicherà non sulla plusvalenza, ma su tutto l’introito percepito. È bene precisare, inoltre, che la permuta tra crypto asset con le stesse caratteristiche e funzioni non genera plusvalenze tassabili. Quindi, passare da una criptovaluta all’altra non genera reddito sottoposto a tassazione. Al contrario, la conversione della criptovaluta in euro (o altra valuta a corso legale) ha rilevanza fiscale.</p>
<p>Con il termine minusvalenza, in “fiscalese” si indica l’esatto contrario di plusvalenza: si tratta infatti di una perdita su uno strumento finanziario, che si verifica quando, ad esempio, si vende un titolo azionario, o un’obbligazione, o un fondo comune, a un prezzo inferiore rispetto a quello a cui lo si è acquistato.</p>
</div>
</section>
<section id="scrollto_come_vengono_tassate_le_criptovalute_section" class="article-section">
<h2 class="section_heading">Come vengono tassate le criptovalute</h2>
<div class="section-content wysiwyg-content blue-bullets">
<p>Il reddito generato dagli investimenti in criptovalute è sottoposto a una tassazione pari al 26%, confermata anche dall’ultima Legge di bilancio. Ma attenzione, perché non è sempre così. Questa regola si applica, infatti, nel caso in cui la plusvalenza superi la franchigia di 2.000 euro nel periodo d’imposta. Per esempio, se in un anno si fa una sola compravendita e si guadagnano 1000 euro, questi non saranno tassati. La franchigia calcola anche delle minusvalenze. Se con due operazioni guadagniamo 3.000 euro ma poi, sempre nel corso dell’anno, ne perdiamo 10.000 in un colpo solo, il saldo sarà comunque negativo e quindi non dovremo pagare nessuna tassa.</p>
<p>Per calcolare la tassazione del 2024, si parte dalla base imponibile, determinata dalla differenza tra il valore di cessione e il costo di acquisto. Il contribuente dovrà documentare con attenzione il costo o il valore di acquisto delle cripto-attività per evitare discrepanze fiscali. In assenza di documentazione, il costo si presume pari a zero. Un aspetto particolarmente interessante riguarda la possibilità di rivalutare il valore di acquisto al 1° gennaio 2023, che permette ai contribuenti di aggiornare il valore delle loro cripto-attività, pagando un’imposta sostitutiva del 14%. Un’opzione che si rivela utile per chi ha acquisito cripto a un prezzo inferiore rispetto al loro valore attuale (anche se l’importo rideterminato non è valido per la quantificazione delle minusvalenze).</p>
</div>
</section>
<section id="scrollto_le_criptovalute_nella_dichiarazione_dei_redditi_section" class="article-section">
<h2 class="section_heading">Le criptovalute nella dichiarazione dei redditi</h2>
<div class="section-content wysiwyg-content blue-bullets">
<p>Come si dichiarano le criptovalute? Da quest’anno partono le novità della riforma fiscale. Tra queste, quella che prevede l’ingresso di IVIE, IVAFE e imposta sostitutiva sulle criptovalute, e in generale sulle cripto-attività, nel nuovo quadro W del modello 730/2024, che permetterà di assolvere anche agli obblighi di monitoraggio fiscale. Di conseguenza, non sarà più necessario presentare il quadro RW.</p>
<p>Sarà dunque il nuovo quadro W ad ospitare le attività estere di natura finanziaria o patrimoniale, ai fini del calcolo delle relative imposte, semplificando le modalità di dichiarazione.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-78503" src="https://thumbor.forbes.com/thumbor/fit-in/x/https://www.forbes.com/advisor/it/wp-content/uploads/2023/05/criptovalute-dichiarazione-dei-redditi.png" alt="" width="512" height="270" data-img-src="https://thumbor.forbes.com/thumbor/fit-in/x/https://www.forbes.com/advisor/it/wp-content/uploads/2023/05/criptovalute-dichiarazione-dei-redditi.png" /></p>
<p>Quindi, come si compila questo nuovo Quadro W?</p>
<p>Così come riportato nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, il quadro dovrà essere compilato dalle persone fisiche residenti in Italia per l’adempimento degli obblighi di comunicazione previsti ed anche per le cripto-attività detenute attraverso wallet crypto, conti digitali o altri sistemi di archiviazione o conservazione.</p>
<p>Come da indicazioni dunque, il contribuente dovrà riempire:</p>
<ul>
<li aria-level="1">La colonna 10 (Giorni IVAFE – Cripto attività), indicando il numero di giorni di detenzione per i beni per i quali è dovuta l’IVAFE o l’imposta sulle cripto-attività;</li>
<li aria-level="1">La colonna 12 (Credito d’imposta), riportando il credito d’imposta pari al valore dell’imposta patrimoniale versata nello Stato in cui è situato l’immobile o il prodotto finanziario o la cripto attività. L’importo indicato in questa colonna non può comunque essere superiore all’ammontare dell’imposta dovuta;</li>
<li aria-level="1">Alla Sezione IV, Versamenti e residui Imposta cripto-attività, il rigo W8, indicando in colonna 7 (Eccedenza di versamento a saldo – Imposta cripto-attività) l’importo dell’eccedenza del versamento a saldo, in particolare la differenza, se positiva, tra l’imposta dovuta e il totale degli importi versati con il modello F24 indicando il codice tributo 1717 e l’anno 2023.</li>
</ul>
<p>In caso sia richiesto di assolvere ai soli obblighi di monitoraggio, va barrata la colonna 16 e le caselle relative alla liquidazione delle imposte non dovranno essere compilate.</p>
</div>
</section>
</blockquote>
</div>
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		<title>Modello 730 o Modello Redditi? Come scegliere il modello dichiarativo 2022</title>
		<link>https://www.fiscoconsulting.it/modello-730-o-modello-redditi-come-scegliere-il-modello-dichiarativo-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cesare Longo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2022 10:16:41 +0000</pubDate>
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			<li class="post_date">
				<i class="fa fa fa-clock-o"></i>
				8 Maggio 2022			</li>
			<li class="post_by">Posted by:				<span>Cesare Longo</span>
			</li>
			<li class="post_cat">Categoria:				<span>ULTIME NOTIZIE</span>
			</li>
		</ul>
		<div class="comments_num">
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			<h2 style="text-align: justify;">I soggetti <strong>residente fiscalmente</strong> in Italia (ai sensi dell’articolo 2 del TUIR), che hanno <strong>percepito redditi</strong> nell’arco di un <strong>periodo di imposta</strong> sono tenuti, genericamente (salvo eventuali casi specifici di <strong>esonero</strong>), a presentare la <strong><a href="https://www.fiscoconsulting.it/dichiarazione-redditi-2022-ecco-chi-e-esonerato-e-chi-obbligato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazione dei redditi</a></strong></h2>
<p style="text-align: justify;">La dichiarazione dei redditi è lo <strong>strumento</strong> con il quale il contribuente dichiara “<em>scientemente</em>” i propri redditi e ne corrisponde i tributi all’Erario (DPR n 600/73). Detto questo, la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche può essere effettuata, alternativamente, attraverso la compilazione di uno dei seguenti modelli:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il <strong>modello Redditi Persone Fisiche</strong> (ex modello Unico PF), o</li>
<li>Il <strong>modello 730</strong>.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di due <a href="https://www.fiscoconsulting.it/dichiarazione-dei-redditi-2022-online-con-fiscoconsulting-it/" target="_blank" rel="noopener">modelli dichiarativi</a> <strong>distinti</strong>, ognuno di essi idoneo a soddisfare in maniera migliore specifiche categorie di contribuenti. Per questo motivo, può essere utile, riepilogare schematicamente le differenze di utilizzo dei due modelli.</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> scelta di un modello dichiarativo</strong>, piuttosto che l’altro, ha delle conseguenze da un punto di vista fiscale che è necessario conoscere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.fiscoconsulting.it/dichiarazione-dei-redditi-2022-online-con-fiscoconsulting-it/" target="_blank" rel="noopener">Fisco Consulting SRL offre un servizio di assistenza, elaborazione ed invio della prossima dichiarazione redditi 2022.</a></p>
<h2 id="h-quali-soggetti-possono-compilare-il-modello-730" style="text-align: justify;"><span id="quali-soggetti-possonocompilare-il-modello-730"><em>Quali Soggetti Possono Compilare Il Modello 730?</em></span></h2>
<p style="text-align: justify;">I contribuenti che possono utilizzare il <strong>modello 730</strong> per la loro dichiarazione dei redditi sono, generalmente:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>I <strong>lavoratori dipendenti</strong> e</li>
<li>I <strong>pensionati</strong>.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Queste due categorie di soggetti si avvalgono della figura del <strong>sostituto di imposta</strong> (ex art. 23 del DPR n. 600/73) che eroga loro i redditi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sostituto di imposta è il datore di lavoro o l’ente pensionistico, a seconda che il soggetto sia un lavoratore <strong>dipendente</strong> o un <strong>pensionato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni vi è anche la possibilità di presentare il 730 anche se si è in <strong>assenza di un sostituto di imposta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso, il contribuente presenta la dichiarazione ed effettua autonomamente l’eventuale conguaglio. Nel caso l’addebito o l’accredito di imposta risultante dalla dichiarazione sono regolati attraverso il conto corrente direttamente da parte dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, quindi, se rientri in questa casistica ti consiglio di utilizzare il <strong>modello 730 </strong>(al posto del modello Redditi) solo se la dichiarazione chiude con un <strong>credito di imposta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, in questo caso la <strong>procedura di rimborso</strong> è più celere rispetto a quanto puoi ottenere con il modello Redditi PF. Il vantaggio principale, infatti, è quello di riuscire ad ottenere il<strong> rimborso delle imposte a credito</strong> direttamente in <strong>busta paga</strong> (tramite il proprio datore di lavoro), o attraverso l’Agenzia delle Entrate (in caso di assenza di sostituto di imposta).</p>
<h3 id="h-modello-730-precompilato" style="text-align: justify;"><span id="modello-730-precompilato">Modello 730 Precompilato</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Per presentare il <strong>modello 730</strong> i contribuenti interessati possono usufruire dei dati messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Amministrazione finanziaria, infatti, a partire dal mese di<strong> maggio</strong> di ogni anno, mette a disposizione il c.d. “<strong><em>730 precompilato</em></strong>” ai contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo anno sarà messo a disposizione a partire dal 23 maggio. Questa procedura consente al contribuente, previo l’ottenimento dei <strong>codici di accesso</strong>, di avere una dichiarazione dei redditi già quasi completamente predisposta. Si tratta sicuramente di un bel vantaggio, tuttavia, può accadere che i dati siano inesatti o incompleti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se desideri fruire del <strong>modello precompilato</strong> ti consiglio sempre di verificarlo in ogni sua parte, in quanto, potrebbero esserci diversi errori. Questi errori, se riscontrati dall’Agenzia successivamente potrebbero comportarti l’applicazione di sanzioni (“<strong><em>infedele dichiarazione dei redditi: le sanzioni</em></strong>“). Quindi, una volta effettuato l’accesso al tuo 730 precompilato ti consiglio di <strong>verificare tutti i dati </strong>ed eventualmente di modificarli. A procedura avvenuta potrai <strong>confermare </strong>ed <strong>inviare </strong>la tua dichiarazione dei redditi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non sei in grado di gestire questa procedura da solo è opportuno farsi affiancare da un fiscalista esperto di <a href="https://www.fiscoconsulting.it/">Fisco Consulting</a> per presentare il 730 con modalità “<em>ordinaria</em>“.</p>
<h4 id="h-presentazione-del-modello-730-con-intermediario" style="text-align: justify;">Presentazione Del Modello 730 Con Intermediario</h4>
<p style="text-align: justify;">Come anticipato, in alternativa, i contribuenti possono presentare il modello 730 attraverso l’assistenza di un <strong>intermediario abilitato, come <a href="https://www.fiscoconsulting.it/">Fisco Consulting SRL</a>.</strong> Possono essere intermediari abilitati:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>I <strong>Centri di Assistenza Fiscale</strong> o in alternativa</li>
<li>I <strong>dottori Commercialisti</strong> abilitati.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L’aspetto che devi tenere presente è che la scelta di avvalersi di un <strong>intermediario</strong> può esserti utile se hai poca dimestichezza con gli aspetti fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intermediario ti aiuterà a presentare la dichiarazione andando a compilare tutti i dati della stessa, lasciandoti libero da questi adempimenti. Pertanto, non è più necessario che il contribuente abbia, nell’anno in corso, un rapporto di lavoro o di collaborazione con un sostituto d’imposta che possa effettuare le<strong> operazioni di conguaglio</strong> nei termini previsti.</p>
<h3 id="h-qual-e-la-scadenza-di-presentazione-del-modello-730-2022" style="text-align: justify;"><span id="qual-e-la-scadenza-di-presentazione-del-modello-7302022">Q<em>ual È La Scadenza Di Presentazione Del Modello 730/2022?</em></span></h3>
<p style="text-align: justify;">La <strong>scadenza di presentazione</strong> è il <strong>30 settembre</strong> 2022. La scadenza riguarda sia la presentazione del modello 730 precompilato attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate, ma anche la presentazione del modello attraverso il proprio sostituto di imposta, o attraverso un professionista abilitato, come <a href="https://www.fiscoconsulting.it/">Fisco Consulting SRL</a></p>
<h3 id="h-quali-sono-i-vantaggi" style="text-align: justify;"><span id="quali-sono-i-vantaggi"><em>Quali Sono I Vantaggi?</em></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>vantaggio</strong> si ha in queste situazioni:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>La dichiarazione dei redditi si chiude con un credito</strong>. Se la dichiarazione si chiude a credito per il contribuente significa che il datore di lavoro ha applicato ritenute maggiori rispetto all’imposta dovuta per effetto delle detrazioni applicate in sede di dichiarazione. In questo caso il modello 730 è più conveniente in quanto permette di farsi accreditare in tempi brevi il credito d’imposta direttamente in busta paga, attraverso minori ritenute applicate nell’anno successivo;</li>
<li><strong>Facilità di compilazione del 730</strong>. Qualora il contribuente possieda esclusivamente redditi di lavoro dipendente, redditi fondiari e/o redditi di lavoro autonomo occasionale presentare il modello 730 conviene in quanto è più semplice da compilare rispetto al modello Redditi. Inoltre, non essendoci particolari calcoli da fare è accessibile a tutti i contribuenti che vogliono compilare autonomamente la dichiarazione senza l’ausilio di CAF o professionisti.</li>
</ul>
<h2 id="h-quali-soggetti-devono-compilare-il-modello-redditi-pf" style="text-align: justify;"><span id="quali-soggetti-devono-compilare-il-modello-redditi-pf"><em>Quali Soggetti Devono Compilare Il Modello Redditi PF?</em></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Si è tenuti ad utilizzare il<strong> modello Redditi PF</strong>, al posto del 730, quando il contribuente che deve presentare la dichiarazione dei redditi ha percepito:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Redditi di impresa</strong>;</li>
<li><strong>Redditi di</strong> <strong>lavoro autonomo</strong> e sia possessore di <strong>Partita IVA</strong>;</li>
<li>Oppure,<strong> redditi di capitale</strong> o <strong>redditi diversi di natura finanziaria</strong>. Si tratta di, redditi non compresi tra quelli indicati nel modello 730. Classico caso è quello delle <strong>attività finanziarie </strong>(in regime dichiarativo).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il modello Redditi è un modello dichiarativo più complesso rispetto al modello 730. In questo modello, infatti, è possibile dichiarare qualsiasi tipologia di reddito percepita dal contribuente nell’anno. Inoltre, solo attraverso la compilazione del modello Redditi PF è possibile effettuare il <strong>monitoraggio delle attività finanziarie estere</strong> detenute dai soggetti residenti nel nostro Paese. Monitoraggio che si effettua presentando l’apposito quadro dedicato, ovvero il <strong><a href="https://fiscomania.com/quadro-rw-guida-compilazione-sanzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quadro RW</a></strong>. Inoltre, il modello Redditi può essere utilizzato per <strong>integrare o modificare dati</strong> non inseriti o erroneamente inseriti in un<strong> modello 730</strong> (“<strong>Correzione del modello 730</strong>“). Per questi motivi il modello Redditi è lo strumento fiscale più utilizzato per la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, occorre tenere presente che il modello Redditi presenta lo <strong>svantaggio</strong> legato al fatto che la maggiore complessità di compilazione necessita l’ausilio di un <strong>Commercialista</strong> abilitato che si occupi degli aspetti legati alla predisposizione ed invio dello stesso modello. Inoltre, con questo modello i <strong>tempi di recupero dei crediti</strong> sono molto più lunghi, sempre che non si scelga di utilizzare i crediti in compensazione orizzontale.</p>
<h3 id="h-qual-e-la-scadenza-di-presentazione-del-modello-redditi-pf-2021" style="text-align: justify;"><span id="qual-e-la-scadenza-di-presentazione-del-modello-redditi-pf-2021"><em>Qual È La Scadenza Di Presentazione Del Modello Redditi PF 2021?</em></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Il modello Redditi PF deve essere <strong>presentato telematicamente entro 30 novembre di ogni anno</strong>, con riferimento ai redditi dell’anno precedente. Tuttavia i pagamenti delle imposte avvengono alle date del <strong>30 giugno </strong>per il pagamento del saldo dell’anno precedente e per il versamento del primo acconto dell’anno in corso, mentre il secondo acconto è fissato per il <strong>30 novembre</strong>.</p>
<h2 id="h-in-quali-casi-posso-presentare-il-modello-730-ed-il-modello-redditi-pf-congiuntamente" style="text-align: justify;"><span id="in-quali-casi-posso-presentare-il-modello-730-ed-il-modello-redditi-pf-congiuntamente"><em>In Quali Casi Posso Presentare Il Modello 730 Ed Il Modello Redditi PF Congiuntamente?</em></span></h2>
<p style="text-align: justify;">In alcuni casi specifici (<strong>monitoraggio fiscale, versamento di IVIE o IVAFE, redditi di capitale</strong>, etc), non è possibile per il contribuente adempiere a tutti i propri adempimenti fiscali con la presentazione del solo modello 730. In questi casi il contribuente è chiamato alla presentazione di moduli aggiuntivi alla dichiarazione dei redditi, attraverso la presentazione anche del modello Redditi PF. In particolare, il contribuente che si trova in questa fattispecie ha di fronte due possibilità:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Presentare il modello 730</strong> indicando i propri redditi, oneri e spese e <strong>presentare il frontespizio del modello Redditi PF</strong>, <strong>unitamente ai quadri RM, RT e modulo RW</strong> nei modi e nei tempi previsti per la presentazione del modello Redditi PF;</li>
<li><strong>Presentare</strong>, in alternativa, <strong>integralmente il modello Redditi PF </strong>(che comprende sia i quadri base del modello 730 ed i quadri aggiuntivi).</li>
</ul>
<h3 id="h-quando-devo-presentare-i-quadri-aggiuntivi-rm-rt-e-rw" style="text-align: justify;"><span id="quando-devo-presentare-i-quadri-aggiuntivi-rm-rt-e-rw"><em>Quando Devo Presentare I Quadri Aggiuntivi RM RT E RW?</em></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Devono <strong>presentare i quadri aggiuntivi del modello Redditi Persone Fisiche</strong> tutti i contribuenti che:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Sono soggetti al <strong>monitoraggio fiscale</strong>, attraverso la compilazione del <strong>quadro RW</strong>;</li>
<li>Sono soggetti al pagamento dell’<strong>IVIE</strong> e dell’<strong>IVAFE</strong> (sempre attraverso il quadro RW);</li>
<li>Hanno conseguito <strong>plusvalenze </strong>e <strong>redditi di capitale</strong> da assoggettare ad imposta sostitutiva (<strong>quadro RT</strong>);</li>
<li>Hanno percepito redditi soggetti a <strong>tassazione separata</strong> (come le indennità di fine rapporto ed equipollenti, gli emolumenti arretrati, le indennità per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se percepiti in qualità di eredi) quando sono erogati da soggetti che non hanno l’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte, ossia che non fanno da sostituti d’imposta (quadro RM);</li>
<li>Redditi di capitale di fonte estera, diversi da quelli che concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente (quest’ultimi vanno dichiarati nel modello base), percepiti direttamente dal contribuente senza l’intervento di intermediari residenti, tali redditi sono soggetti ad imposizione sostitutiva nella stessa misura della ritenuta alla fonte a titolo di imposta applicata in Italia sui redditi della stessa natura (quadro RM).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>quadro RM</strong> devono essere indicati:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Redditi di capitale di fonte estera sui quali non siano state applicate le ritenute a titolo d’imposta nei casi previsti dalla normativa italiana</li>
<li>interessi, premi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati, per i quali non sia stata applicata l’imposta sostitutiva (D.Lgs. n. 239/1996);</li>
<li>Indennità di fine rapporto da soggetti che non rivestono la qualifica di sostituto d’imposta;</li>
<li>Proventi derivanti da depositi a garanzia per i quali è dovuta un’imposta sostitutiva pari al 20%;</li>
<li>Redditi derivanti dall’attività di noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto assoggettati a imposta sostitutiva del 20%;</li>
<li>Compensi derivanti da lezioni private e ripetizioni  percepiti da docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado che non intendono optare per la tassazione ordinaria (articolo 1, comma 13 della Legge n. 145/18);</li>
<li>I dati relativi alla rivalutazione del valore dei terreni operata nel 2019.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>quadro RT</strong> devono essere indicati:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Plusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate, escluse quelle derivanti dalla cessione di partecipazioni in società residenti in Paesi o Territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati e altri redditi diversi di natura finanziaria, qualora non abbiano optato per il regime amministrato o gestito;</li>
<li>Minusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate e/o non qualificate e perdite relative ai rapporti da cui possono derivare altri redditi diversi di natura finanziaria e si intende riportarle negli anni successivi;</li>
<li>I dati relativi alla rivalutazione del valore delle partecipazioni operata nel 2019.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>quadro RW </strong>deve essere compilato:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Da chi detiene investimenti all’estero o attività estere di natura finanziaria;</li>
<li>Dai proprietari (o titolari di altro diritto reale) di immobili situati all’estero.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I quadri RM, RT e RW devono essere presentati insieme al frontespizio del modello Redditi Persone fisiche nei modi e nei termini previsti per la presentazione di questo modello di dichiarazione.</p>
<h2 id="h-modello-730-o-redditi-pf-come-fare-la-scelta-giusta" style="text-align: justify;"><span id="modello-730-o-redditi-pf-come-fare-la-scelta-giusta"><em>Modello 730 O Redditi PF: Come Fare La Scelta Giusta?</em></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Di seguito andrò a riepilogare, in forma schematica, le fattispecie che consentono la presentazione del modello 730, piuttosto che del modello Redditi PF. Vediamole insieme.</p>
<h3 id="h-chi-deve-presentare-il-modello-redditi-pf" style="text-align: justify;"><span id="chi-deve-presentare-il-modello-redditi-pf">Chi Deve Presentare Il Modello Redditi PF</span></h3>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Contribuenti possessori di Partita IVA. Questo anche se non hanno percepito reddito nel periodo di imposta;</li>
<li>Dipendenti che abbiano cambiato datore di lavoro nell’anno, e che quindi sono in possesso di più Certificazioni Uniche senza conguaglio;</li>
<li>I dipendenti che abbiano ricevuto o meno il riconoscimento da parte del datore di lavoro di detrazioni, deduzioni e redditi nello stesso anno fiscale della dichiarazione dei redditi. In alternativa può essere presentato anche il 730;</li>
<li>Contribuenti che abbiano ricevuto redditi di capitale soggetti e/o plusvalenze soggette secondo norma di legge ad imposta sostitutiva. Questi devono essere indicati nel quadro del Modello Redditi RT e RM.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, la scelta del modello Redditi PF è alternativa rispetto al 730.</p>
<h3 id="h-chi-deve-presentare-il-modello-730" style="text-align: justify;"><span id="chi-deve-presentare-il-modello-730">Chi Deve Presentare Il Modello 730</span></h3>
<ul style="text-align: justify;">
<li>I lavoratori dipendenti;</li>
<li>I soggetti che percepiscono redditi di capitale;</li>
<li>Soggetti che percepiscono percepiscono redditi dall’estero;</li>
<li>I soggetti che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente;</li>
<li>I soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;</li>
<li>I sacerdoti della Chiesa cattolica;</li>
<li>I giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive;</li>
<li>Le persone impegnate in lavori socialmente utili;</li>
<li>I lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno;</li>
<li>I produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti di imposta (Mod. 770 semplificato e ordinario), IRAP e IVA.</li>
</ul>
<figure class="wp-block-table" style="text-align: justify;">
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>Modello 730</strong></td>
<td><strong>Modello Redditi PF</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Chi deve presentarlo</strong></td>
<td>Lavoratori dipendenti, pensionati, soggetti che hanno percepito redditi di capitale, di prestazione occasionale, redditi diversi, redditi con tassazione separata.</td>
<td>Lavoratori autonomi con Partita IVA, soggetti che hanno cumulato redditi di impresa, soggetti con plusvalenze e redditi esteri, dichiarazioni per contribuenti deceduti.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Scadenza presentazione</strong></td>
<td>30 settembre 2022</td>
<td>30 novembre 2022</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Come effettuare la presentazione</strong></td>
<td>Modalità tradizionale (tramite intermediario o centro CAF) o in modalità telematica (con dichiarazione precompilata).</td>
<td>Modalità tradizionale (tramite intermediario o centro CAF) o in modalità telematica (con dichiarazione precompilata).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
<h2 id="h-conclusioni" style="text-align: justify;"><span id="conclusioni"><em>Conclusioni</em></span></h2>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo di questo articolo è quello di fare chiarezza nella <strong>scelta del modello reddituale</strong> da utilizzare. Ogni anno mi accorgo sempre che ci sono tantissimi errori commessi nella scelta del modello da utilizzare per dichiarare i propri redditi. Si tratta di scelte che, inevitabilmente, condizionano il contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensa al caso di un lavoratore dipendente che sceglie di utilizzare il modello 730, quando questo chiude a debito. A partire da giugno il dipendente subirà <strong>trattenute ingenti in busta paga</strong>, perché oltre a quelle ordinarie dovrà essere trattenuto il debito di imposta da 730. Non è una situazione piacevole. Pensa, invece, se questo stesso soggetto avesse scelto di presentare la dichiarazione con il modello Redditi. In questo caso il debito può essere versato direttamente con <strong>modello F24</strong>, senza che venga toccata la <strong>busta paga</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un bel vantaggio, <em>non credi?!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Per fare scelte corrette di questo tipo, devi conoscere bene la normativa per utilizzarla a tuo vantaggio, nei casi in cui è possibile.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Per consulenze professionali, anche in modalità online tramite Google Meet, scrivici a <a href="m&#97;&#105;&#x6c;&#x74;&#x6f;:o&#102;&#102;&#x69;&#x63;&#x65;&#64;&#102;&#105;&#115;&#x63;&#x6f;&#x63;o&#110;&#115;&#x75;&#x6c;&#x74;in&#103;&#46;&#x69;&#x74;">&#x6f;&#x66;&#x66;&#105;&#99;e&#64;&#x66;&#x69;&#x73;&#x63;&#111;&#99;on&#x73;&#x75;&#x6c;&#116;&#105;&#110;g&#46;&#x69;&#x74;</a> per fissare un appuntamento con uno dei nostri esperti fiscali.</h2>

		</div>
	</div>
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					<h4>ULTIME NEWS</h4>
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                                    <h5 class="no_stripe"><a href="https://www.fiscoconsulting.it/modello-730-2026-le-principali-novita-e-da-quando-e-possibile-inviare-la-dichiarazione-2/">Modello 730/2026: le principali novità e da quando è possibile inviare la dichiarazione</a>
                                    </h5>

                                                                                                                <div class="date">
                                                                                            <span class="the_date">4 Aprile 2026</span>
                                                                                                                                    <a href="https://www.fiscoconsulting.it/modello-730-2026-le-principali-novita-e-da-quando-e-possibile-inviare-la-dichiarazione-2/"
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                                        <a href="https://www.fiscoconsulting.it/modello-730-2026-precompilato-detrazioni/">
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                                    <h5 class="no_stripe"><a href="https://www.fiscoconsulting.it/modello-730-2026-precompilato-detrazioni/">Modello 730/2026, precompilato e novità su detrazioni</a>
                                    </h5>

                                                                                                                <div class="date">
                                                                                            <span class="the_date">2 Aprile 2026</span>
                                                                                                                                    <a href="https://www.fiscoconsulting.it/modello-730-2026-precompilato-detrazioni/"
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		<title>CRIPTOVALUTE, come inserirle nella dichiarazione dei redditi 2022</title>
		<link>https://www.fiscoconsulting.it/criptovalute-come-inserirle-nella-dichiarazione-dei-redditi-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cesare Longo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2022 13:42:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide Fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[criptovalute]]></category>
		<category><![CDATA[modello redditi pf]]></category>
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		<category><![CDATA[quadro RW]]></category>
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				<i class="fa fa fa-clock-o"></i>
				13 Febbraio 2022			</li>
			<li class="post_by">Posted by:				<span>Cesare Longo</span>
			</li>
			<li class="post_cat">Categoria:				<span>Guide Fiscali</span>
			</li>
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			<h2 class="entry-title" style="text-align: justify;">Criptovalute in dichiarazione dei redditi: guida pratica 2022</h2>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>valute virtuali</strong>, o meglio le <strong>rappresentazioni virtuali di valore</strong>, possono essere definite come <strong>Criptovalute</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’acquisto di criptovalute avviene generalmente mediate l’iscrizione a piattaforme online (cd. “<strong><em>exchange</em></strong>“). Le <strong>piattaforme</strong> più utilizzate sono estere (si pensi ad es. alla statunitense <strong>Coinbase</strong>, alla sudcoreana <strong>Upbit </strong>o alla cinese <strong>Binance</strong>), ma esistono anche alcune piattaforme residenti nella UE.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste piattaforme mettono a disposizione dell’utente un portafoglio elettronico (cd. “<strong><em>wallet</em></strong>“) che, una volta collegato ad un conto corrente bancario oppure ad una carta di credito consente lo scambio di valute virtuali tradizionali. Lo scambio avviene sulla base di un<strong> tasso di cambio</strong> (es. è possibile scambiare bitcoin con euro al tasso BTC/EUR).</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’acquisto le monete virtuali vengono detenute su tali portafogli elettronici e possono essere riconvertite in euro o utilizzate per effettuare <strong>pagamenti a favore di altri soggetti</strong> (anch’essi titolari di <em>wallet</em>) che le accettano come <strong>mezzo di scambio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In alternativa, le criptovalute possono essere trasferite – per esigenze di maggiore sicurezza – ad un <em>wallet</em> privato, che ha le stesse funzionalità di un portafoglio elettronico gestito da un <em>exchange</em>. Questo, con l’unica limitazione che non permette di riconvertire in euro le monete virtuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta acquisita la <strong>Criptovaluta</strong> prescelta è possibile decidere se:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Detenerla in un <em><strong>digital wallet</strong></em>, con finalità di investimento nel medio/lungo periodo;</li>
<li>Cederla su <strong>piattaforme di scambio</strong>, con intento speculativo a breve termine;</li>
<li><strong>Spenderla</strong> per i propri acquisti online, ove è accettata come metodo di pagamento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Quindi, a seconda dell’utilizzo le valute virtuali possono essere utilizzate sia come strumento di investimento che come mezzo di scambio per effettuare pagamenti (se accettate dalla controparte).</p>
<p style="text-align: justify;">Solitamente chi opera con le Criptovalute prima o poi deve scontarsi con il mondo reale.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo parleremo degli aspetti fiscali legati all’<strong>imposizione diretta ed indiretta</strong> delle Criptovalute.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza le <b>criptovalute</b>, che corrispondono a quanto indicato precedentemente, devono essere indicate nel cosiddetto “Quadro RW“. Si tratta di un apposito spazio dove inserire tutti i dati necessari relativi ai propri investimenti in <b>criptovalute.</b></p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, i soggetti <strong>fiscalmente residenti</strong> in Italia che detengono valute virtuali sono soggetti agli obblighi di monitoraggio nel <strong>quadro RW</strong> del modello Redditi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Amministrazione finanziaria, infatti, potrebbe incrociare i dati presenti sul registro speciale Oam con quelli relativi ai dati comunicati dai contribuenti nelle proprie <strong>dichiarazioni dei redditi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si deve considerare, infatti, che ad oggi non vi è alcun riscontro da parte dell’Amministrazione finanziaria sulla veridicità dei dati comunicati dai contribuenti sul monitoraggio delle proprie valute virtuali (attraverso la compilazione del quadro RW).</p>
<p style="text-align: justify;">Per superare questo aspetto, proprio come avviene per le comunicazioni di scambio automatico di informazioni legate al <strong><em>Common Reporting Standard</em></strong> (“<strong><em>CRS</em></strong>“). Questa attività di controllo potrebbe portare l’Amministrazione finanziaria all’invio di <strong>lettere di <em>compliance</em></strong> a tutti quei contribuenti che non hanno correttamente dichiarato i valori delle valute virtuali detenuti ai fini del monitoraggio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo è importante che i contribuenti siano sensibilizzati nei confronti del monitoraggio fiscale delle valute virtuali detenute attraverso intermediari che offrono tali servizi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Fisco Consulting</strong> offre un servizio di professionale di elaborazione e invio telematico del quadro RW dichiarazione dei redditi.</em></p>
<h2 id="h-il-trattamento-ai-fini-delle-imposte-dirette-delle-plusvalenze-derivanti-da-cessione-di-criptovalute" style="text-align: justify;"><span id="il-trattamento-ai-fini-delle-imposte-dirette-delle-plusvalenze-derivanti-da-cessione-di-criptovalute">Il trattamento ai fini delle imposte dirette delle plusvalenze derivanti da cessione di criptovalute</span></h2>
<p style="text-align: justify;">I criteri da adottare, in sede di <strong>dichiarazione dei redditi</strong> derivanti dagli investimenti speculativi eseguiti con le c.d. <em>rappresentazioni digitali di valore</em>, sono definiti dall’Agenzia delle Entrate. In particolare faccio riferimento alla <strong><a href="http://def.finanze.it/DocTribFrontend/getContent.do?id={EE2C570E-BE22-48E4-A213-62F07C0576F2}">Risoluzione n. 72/E/2016</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale documento di prassi, assimila ai fini fiscali le <strong>valute virtuali</strong> alle<strong> valute tradizionali estere</strong>. Per questo motivo è necessario tenere a mente quanto indicato <strong>nell’articolo 67 del DPR n 917/86</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li style="text-align: justify;">Costituiscono<strong> redditi diversi di natura finanziaria</strong> “<em>le plusvalenze […] realizzate mediante cessione a titolo oneroso […] di valute estere, oggetto di cessione a termine o rinvenienti da depositi o conti correnti</em>“. Per cessione a titolo oneroso si intende anche “<em>il prelievo delle valute estere dal deposito o conto corrente</em>“. Comma 1, lett. c-ter);</li>
<li style="text-align: justify;">“<em>Le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di valute estere rinvenienti da depositi e conti correnti concorrono a formare il reddito a condizione che nel periodo d’imposta la giacenza dei depositi e conti correnti complessivamente intrattenuti dal contribuente, calcolata secondo il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento sia superiore a € 51.645,69 per almeno 7 giorni lavorativi continui</em>“. Comma 1-ter).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per le valute estere il criterio prescelto è quello di assoggettare a tassazione solo le plusvalenze derivanti da cessione a titolo oneroso delle valute di cui sia acquisita o mantenuta la <strong>disponibilità ai fini d’investimento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La finalità di investimento è ritenuta sussistente quando le valute sono depositate su depositi o conti correnti ovvero hanno costituito oggetto di cessione a termine.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla cessione a titolo oneroso della valuta è stata equiparato anche il prelievo dal conto corrente o dal deposito.</p>
<p style="text-align: justify;">Al fine, comunque, di evitare di attrarre a tassazione fattispecie non significative la tassazione delle cessioni di valute rinvenienti da depositi o conti correnti si ha solo nel caso in cui la giacenza massima dei depositi intrattenuti dal contribuente superi i 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi.</p>
<h3 id="h-quando-la-cessione-di-valute-virtuali-e-fiscalmente-rilevante" style="text-align: justify;"><span id="quando-la-cessione-di-valute-virtuali-e-fiscalmente-rilevante"><em>Quando la cessione di valute virtuali è dunque fiscalmente rilevante e tassabile?</em></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, ai sensi delle sopra riportate disposizioni:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Le cessioni a termine di valute estere sono sempre rilevanti fiscalmente, indipendentemente dalla situazione possessoria (stock “<em>annuale</em>” delle valute estere) del soggetto cedente;</li>
<li>Le cessioni di valute rinvenienti da depositi o conti correnti e i prelievi di valute estere da depositi o conti correnti sono fiscalmente rilevanti a condizione che la relativa giacenza sia superiore alla soglia descritta in precedenza.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, le cessioni “<em>a pronti</em>” di valute estere sono, dunque, fiscalmente rilevanti se le valute oggetto di cessione sono immesse in un deposito o conto corrente del contribuente e se lo stock di valute estere ha superato, nell’anno, il limite di giacenza previsto dal comma 1-ter dell’art. 67 del TUIR.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono oggetto di tassazione anche i <strong>prelievi di Criptovaluta dal conto corrente</strong>.<em> </em>Infatti, la rilevanza del prelievo di valuta dal deposito o conto corrente ha lo scopo di tassare il maggior valore che la valuta estera ha acquisito da quando il contribuente l’ha acquisita e mantenuta ai fini di investimento. Altrimenti, anziché procedere alla vendita della valuta depositata, il contribuente potrebbe prelevarla ed utilizzarla (eventualmente ridepositandola), senza scontare alcun prelievo sul maggior valore conseguito dalla valuta estera.</p>
<p style="text-align: justify;">Per valutare se la plusvalenza realizzata con la conversione in euro delle criptovalute (cessione a pronti) sia fiscalmente rilevante, occorre verificare che si sia avuto il superamento del limite di giacenza previsto dall’art. 67 comma 1-ter del TUIR (51.645,69 euro). Limite in conseguenza del quale assumono rilevanza tutte le cessioni di valuta effettuate nel periodo d’imposta.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal fine si evidenzia che:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il controvalore in euro delle monete virtuali dev’essere calcolato sulla base del <strong>cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento, ossia il cambio del 1° gennaio</strong> dell’anno nel quale si verifica la cessione;</li>
<li>La soglia di <strong>giacenza di euro 51.645,69 riguarda i depositi e conti correnti complessivamente intrattenuti dal contribuente</strong>.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L’Agenzia delle Entrate con la <strong>Risposta ad interpello n. 956-39/2018 </strong>ha affermato che la giacenza va verificata rispetto all’insieme dei <em>wallet </em>detenuti dal contribuente, indipendentemente dalla tipologia di <em>wallet</em>. Nel caso occorre sommare anche il valore in euro delle altre valute estere tradizionali detenute su depositi e conti correnti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ESEMPIO:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel mese di gennaio anno “n” un soggetto ha acquistato per il tramite di Coinbase 10 bitcoin al tasso di cambio BTC/EUR di 900. (9000 euro) A dicembre dello stesso anno vengono convertiti in euro i 10 bitcoin al tasso di cambio BTC/EUR di 16.000 (160.000 euro) realizzando una plusvalenza di 151.000 euro (10*16.000 – 10*900).<br />
Ipotizzando che il contribuente non fosse titolare di altre valute estere la plusvalenza non è fiscalmente rilevante.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non essendo stato superato il limite dell’art. 67, comma 1-ter TUIR.<br />
Tuttavia, se nello stesso anno il soggetto avesse avuto anche un deposito di dollari pari a 50.000 euro la soglia sarebbe stata superata.</p>
<h3 id="h-determinazione-della-plusvalenza-da-cessione-di-valute-virtuali" style="text-align: justify;"><span id="determinazione-della-plusvalenza-da-cessione-di-valute-virtuali">Determinazione della plusvalenza da cessione di valute virtuali</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Ai fini del <strong>calcolo della plusvalenza</strong> è necessario confrontare il controvalore in euro della moneta virtuale ceduta (accredita sul <em>wallet</em> della piattaforma il giorno della cessione) con il costo di acquisto della stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Si precisa che per la determinazione della plusvalenza occorre applicare la disposizione di cui all’art. 67 comma 1-bis TUIR, per effetto della quale si considerano cedute per prime le Criptovalute acquisite in data più recente (<strong>Metodo LIFO</strong> – Last In First Out).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esempio di calcolo della plusvalenza – Metodo Lifo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un soggetto ha acquistato 5.000 bitcoin al tasso BTC/EUR di 7. Il mese successivo acquista 3.000 bitcoin al tasso di 12. Nel mese di luglio ha convertito in euro 4.000 bitcoin al cambio di 180.<br />
In questo caso la soglia di giacenza risulta superata (8.000 bitcoin al cambio BTC/EUR al cambio del primo giorno dell’anno è di 7,81 = 62.480 &gt; del limite di 51.645,69. La plusvalenza realizzata – fiscalmente rilevante – è Metodo LIFO: plusvalenza = 4.000 * 180 – (3.000 * 12 + 1.000 * 7) = 720.000 – 43.000 = 677.000</p>
<h3 id="h-l-importanza-del-valore-di-carico-nella-determinazione-della-plusvalenza-tassabile" style="text-align: justify;"><span id="l8217importanza-del-valore-di-carico-nella-determinazione-della-plusvalenza-tassabile">L’importanza del valore di carico nella determinazione della plusvalenza tassabile</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Come hai visto nell’esempio numerico precedente l’eventuale <strong>plusvalenza tassabile</strong> (una volta verificato il superamento della soglia di cui all’art. 67 del TUIR), è data dalla <strong>differenza </strong>tra:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il <strong>valore di carico della valuta virtuale</strong>;</li>
<li>Il <strong>valore di realizzo dell’operazione di vendita</strong> della valuta virtuale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Dalla differenza tra questi due valori emerge la plus/minusvalenza da indicare nel <strong>quadro RT</strong> del modello Redditi P.F. Da questi elementi è possibile partire per fare qualche ragionamento sulla situazione. Infatti, l’analisi dell’imponibilità delle plusvalenze deve partire dalla verifica del superamento della soglia di rilevanza dell’art. 67 del TUIR. Ora, immaginando che un soggetto in un ipotetico anno “<em>n</em>” non superi la soglia, <em>che cosa accade qualora questi decida di vendere tutto il suo portafoglio di valute virtuali per ricomprarlo in giorno successivo?</em> In buona sostanza in ipotesi di prezzi stabili (più o meno) da un giorno all’altro l’operazione potrebbe sembrare quasi illogica. Tuttavia, per come oggi è strutturata la normativa, potrebbe portare un grande vantaggio. Infatti, con questa operazione <strong>cambiano i valori di carico delle valute virtuali</strong> detenute, che non saranno più quelli precedenti (magari più bassi) ma quelli derivanti dall’operazione di riacquisto. Ottenere<strong> valori di carico più elevati comporta poi un calcolo dell’eventuale plusvalenza</strong> (che magari maturerà l’anno successivo, al superamento della soglia) <strong>con un risparmio di imposta</strong>. Proviamo a chiarire il ragionamento con un esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ipotizziamo di avere a disposizione cinque unità di valuta virtuale al valore di carico di 10.000. In un anno dove la soglia di rilevanza per la tassazione (art. 67 del TUIR) non viene superata, il soggetto decide di vendere la sua unità di valuta virtuale che ha nel frattempo raggiunto il valore di 12.000. Nell’operazione si sarebbe realizzata una plusvalenza di 10.000 (60.000 – 50.000). Tuttavia, come detto, per il mancato superamento della soglia non è imponibile fiscalmente. Ora, ipotizziamo che il giorno successivo il soggetto riacquisti una unità di quella stessa valuta virtuale per 12.500. L’anno successivo “n+1” il soggetto supera la soglia ed effettua un’operazione di cessione complessiva del suo portafoglio. Il valore di vendita è di 15.000. In questo caso la plusvalenza tassabile è di 15.000 (75.000 – 60.000). Tale plusvalenza è sicuramente più bassa di quella che avrebbe avuto lo stesso soggetto se avesse venduto senza l’operazione intermedia perché il valore di carico sarebbe stato 50.000, invece che di 60.000.</p>
<p class="has-background" style="text-align: justify;">Ora, sicuramente non possiamo affermare che tale possibilità di operare sia perfettamente in linea con la norma, ma sicuramente in questo momento mancano chiarimenti di prassi che possano dirci se comportamenti di questo tipo siano ad oggi permessi o meno. Il consiglio che posso dare è quello della massima attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DOCUMENTAZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il possesso della<strong> certificazione rilasciata dall’intermediario</strong> con cui si effettua <strong>trading sulle Criptovalute</strong> ha importanza fondamentale. È sulla base di questa documentazione che è possibile predisporre la dichiarazione dei redditi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">empre la stessa documentazione dovrà essere conservata in vista si un eventuale <strong>riscontro da parte degli organi dell’Amministrazione finanziaria</strong>.</p>
<h3 id="h-le-plusvalenze-da-cessione-di-valute-virtuali-nel-quadro-rt-del-modello-redditi-p-f" style="text-align: justify;"><span id="le-plusvalenze-da-cessione-di-valute-virtuali-nel-quadro-rt-del-modello-redditi-pf">Le plusvalenze da cessione di valute virtuali nel quadro rt del modello redditi PF</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Ai sensi dell’art. 5 comma 2 D.Lgs. 461/97 le <strong>plusvalenze</strong> derivanti dalla <strong>cessione a titolo oneroso di valute estere</strong> sono soggette a <strong>imposta sostitutiva del 26%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’imposta sostitutiva deve essere liquidata dal contribuente nella propria dichiarazione dei redditi e, precisamente, nel<strong> Quadro RT</strong> del modello Redditi Persone Fisiche (cd. “<em>Regime Dichiarativo</em>“).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa modalità di dichiarazione e tassazione della plusvalenza da parte del contribuente si rende necessaria, al posto del regime del risparmio amministrato, che sovente trova applicazione per i redditi diversi di natura finanziaria, per la mancanza di un intermediario residente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo è lo stesso contribuente che deve adempiere, autonomamente, ai propri obblighi fiscali direttamente in sede di dichiarazione dei redditi annuale, presentando il <strong>modello Redditi Persone Fisiche</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Diversamente, in caso di opzione per il regime del risparmio amministrato le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di valute estere concorrono a determinare il risultato di gestione fiscalmente rilevante. Questo, senza necessità per l’investitore di indicare tali redditi in dichiarazione.</p>
<h3 id="h-la-compilazione-del-quadro-rt-per-le-criptovalute" style="text-align: justify;"><span id="la-compilazione-del-quadro-rt-per-le-criptovalute">La compilazione del quadro RT per le criptovalute</span></h3>
<p style="text-align: justify;">In particolare, nel <strong>quadro RT</strong>, in corrispondenza della sezione dedicata alle plusvalenze soggette ad applicazione dell’<strong>imposta sostitutiva al 26%</strong> si deve indicare:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il <strong>valore complessivo delle valute virtuali cedute</strong> nel corso dell’anno valorizzate al cambio del giorno di cessione;</li>
<li>Il <strong>valore complessivo delle valute virtuali acquistate</strong>, utilizzando il metodo “<strong><em>LIFO</em></strong>” (last in, first out), per la determinazione dei valori di acquisto delle valute virtuali cedute.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il costo di acquisto della moneta, se non documentabile, può essere calcolato. Nel caso è necessario dividere l’importo del bonifico effettuato all’<em>exchanger</em> per il numero di Criptovalute acquistate.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questa differenza, qualora emerga una plusvalenza deve essere assoggettata a tassazione con imposta sostitutiva del 26%. Il versamento dell’imposta avviene con la scadenza ordinaria di pagamento delle imposte sui redditi (attualmente il 30 giugno). Il <strong>codice tributo</strong> da utilizzare con <strong>modello 24</strong> è il seguente:</p>
<figure class="wp-block-pullquote" style="text-align: justify;">
<blockquote><p>
<strong>Codice tributo 1100</strong> – Imposta sostitutiva sulle <strong>plusvalenze</strong> di cui all’art. 67, comma 1, lett. da c-bis) a c-quinquies) del TUIR.
</p></blockquote>
</figure>
<p style="text-align: justify;">L’anno di imposta da indicare è quello oggetto di dichiarazione.</p>
<h3 id="h-la-gestione-e-compensazione-delle-minusvalenze" style="text-align: justify;"><span id="la-gestione-e-compensazione-delle-minusvalenze">La gestione e compensazione delle Minusvalenze</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Che cosa succede fiscalmente se nell’anno ho realizzato solo minusvalenze da cessione di valute virtuali?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Devi sapere che se nell’anno, una volta superato il limiti di cui all’art. 67 del TUIR (visto in precedenza), se hai realizzato esclusivamente delle <strong>minusvalenze</strong>, <strong>non hai alcun obbligo di dichiararle ai fini fiscali</strong>. Tuttavia, devi sapere che può esserci un <strong>vantaggio</strong> nel compilare il Quadro RT del modello Redditi PF anche in caso di realizzazione di sole minusvalenze. Infatti, tali minusvalenze possono essere utilizzate nell’esercizio in corso e nei quattro successivi per la compensazione con altre plusvalenze realizzate dal contribuente.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, le plusvalenze in oggetto possono essere compensate, oltre che con le minusvalenze della stessa specie (derivanti dalla cessione di Criptovalute), anche i minusvalori realizzati ai sensi delle lett. c, c-bis, c-ter, c-quater, del comma 1, dell’art. 67 del TUIR.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra questi si segnalano quelli derivanti dalla vendita di partecipazioni qualificate e non qualificate, dalla cessione o chiusura di contratti derivati, etc. Infatti, a norma dell’art. 68, comma 5 del TUIR, i redditi di cui alle lettere da c, a c-quinquies del comma 1 dell’art. 67 TUIR costituiscono un’unica massa indistinta all’interno della quale le plusvalenze possono essere compensate con le minusvalenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l’ammontare complessivo delle minusvalenze è superiore a quello delle plusvalenze , l’eccedenza può essere portata in deduzione, fino a concorrenza, dalla plusvalenze dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quarto.</p>
<h3 id="h-eventuale-tassazione-estera-delle-criptovalute-e-doppia-imposizione" style="text-align: justify;"><span id="eventuale-tassazione-estera-delle-criptovalute-e-doppia-imposizione">Eventuale tassazione estera delle criptovalute e doppia imposizione</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Che cosa succede se le criptovalute sono già state soggette a tassazione in altro Stato oltre all’Italia?</p>
<p style="text-align: justify;">La regola generale che devi seguire è la seguente. Se alla formazione del reddito di un contribuente concorrono redditi prodotti all’estero, <strong>le imposte ivi pagate a titolo definitivo sono ammesse in detrazione di quella netta dovuta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ai sensi dell’articolo 165 del DPR n 917/86. Questo fino alla concorrenza della quota d’imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all’estero e quello complessivo, al netto delle perdite di precedenti periodi ammesse in diminuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’imposta estera, saldata a titolo definitivo ed eccedente la quota di spettanza dell’Erario domestico, relativa ai medesimi redditi esteri, costituisce un <strong>credito</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tale credito è ammesso fino alla concorrenza dell’eccedenza della quota d’imposta nazionale rispetto a quella estera</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I crediti d’imposta così vantati dovranno essere indicati nel <strong>quadro CE</strong> del Modello Redditi PF. L’istituto non è applicabile in presenza di <strong>redditi assoggettati a ritenuta a titolo di imposta</strong>, ad <strong>imposta sostitutiva</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le Criptovalute, trattandosi di imposizione con imposta sostitutiva, <strong>non trova applicazione il credito per imposte estere</strong>. In questo caso il contribuente rimane inciso da una doppia tassazione.</p>
<h2 id="h-l-investimento-in-valute-virtuali-tramite-etn" style="text-align: justify;"><span id="l8217investimento-in-valute-virtuali-tramite-etn">L’investimento in valute virtuali tramite etn e ETF</span></h2>
<p style="text-align: justify;">Accanto a chi decide di investire direttamente in valute virtuali vi è anche chi decide di investire in strumenti finanziari con sottante denominato in valuta virtuale.</p>
<p style="text-align: justify;">. Si tratta, degli ETF, ad esempio (ETN in Europa). In questo caso, non rileva il fatto che lo strumento finanziario sottostante sia una valuta virtuale. Pertanto, la normativa fiscale da seguire non è quella sopra indicata per le valute virtuali ma, piuttosto, quella prevista per i fondi di investimento. Sugli ETN europei è applicata una ritenuta a titolo di imposta del 26% sul provento realizzato tramite il fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">In tal senso, nel momento in cui c’è l’acquisto di una quota dell’ETN, al livello di 10 e successivamente la si vende a 15, la base imponibile fiscale è pari a 5 e l’aliquota per l’appunto del 26%. Per questo motivo è importante individuare se l’investimento in valuta virtuale è diretto, oppure avviene attraverso altri strumenti finanziari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La distinzione è fondamentale per individuare il corretto trattamento fiscale da adottare.</strong></p>
<h2 id="h-il-monitoraggio-fiscale-delle-attivita-finanziarie-estere-e-criptovalute" style="text-align: justify;"><span id="il-monitoraggio-fiscale-delle-attivita-finanziarie-estere-e-criptovalute">Il monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere e criptovalute</span></h2>
<p style="text-align: justify;">Sono obbligate a rispettare la normativa sul monitoraggio fiscale:</p>
<figure class="wp-block-pullquote" style="text-align: justify;">
<blockquote><p>
<em>“le persone fisiche che posseggono<strong> investimenti all’estero</strong> ovvero <strong>attività estere di natura finanziaria</strong>, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia”</em>
</p></blockquote>
</figure>
<p style="text-align: justify;">Tali soggetti sono obbligati a dichiarare il possesso di investimenti finanziari esteri all’interno del <strong>quadro RW</strong> della dichiarazione dei redditi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso modello dichiarativo devono assoggettare tali attività ad una imposta patrimoniale chiamata <strong>IVAFE</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda l’IVAFE è arrivato un chiarimento importante da parte delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>Criptovalute non sono soggette a tassazione IVAFE</strong> in quanto l’imposta si applica esclusivamente ai depositi e conti correnti di natura “<em>bancaria</em>”. Sul punto vedasi l’interpello alla DRE Lombardia n. 956-39/2018.</p>
<h3 id="h-tasso-di-cambio-delle-monete-virtuali" style="text-align: justify;"><span id="tasso-di-cambio-delle-monete-virtuali">Tasso di cambio delle monete virtuali</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli importi esposti nella dichiarazione devono essere espressi in euro. Il controvalore in euro da indicare nel <strong>quadro RW</strong> degli investimenti e delle <strong>attività finanziarie espresse in valuta estera</strong> va calcolato con riferimento alla data del <strong>costo di acquisto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel qual caso si applica il <strong>cambio medio del mese</strong> in cui ricade tale giorno. Questo come indicato nel provvedimento di accertamento dei tassi di cambio. Il alternativa al costo medio del mese si deve prendere a riferimento il <strong>valore di mercato</strong> di queste attività. Valore che si determina in base ai cambi mensili. Tali valori sono resi disponibili tramite appositi provvedimenti emessi dall’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche le <strong>plusvalenze da indicare del quadro RT</strong> devono essere convertite in euro. In questo caso la base imponibile è determinata assumendo il corrispettivo della cessione, ovvero il <strong>valore normale della valuta alla data di effettuazione del prelievo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come costo di acquisto deve essere preso a riferimento quello determinato sulla base del cambio storico.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vi fossero acquisti di Criptovaluta in tempi diversi deve essere utilizzato il criterio LIFO.</p>
<p style="text-align: justify;">In mancanza della documentazione relativa al costo sostenuto, si assume come tale il valore della valuta al minore dei cambi mensili.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i cambi devono essere accertati, con provvedimento dell’Agenzia delle entrate, nel periodo di imposta in cui la plusvalenza è realizzata. Nel provvedimento di accertamento dei tassi di cambio, però, non sono indicati i valori da attribuire alle valute virtuali.</p>
<h4 id="h-tassi-di-cambio-delle-criptovalute-non-pubblicati" style="text-align: justify;"><strong>Tassi di cambio delle criptovalute non pubblicati</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Tali valori non sono espressi nel portale della Banca d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima criticità sorge, quindi, quando il contribuente è tenuto ad indicare il controvalore in euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nessuna titubanza sorgerebbe quando le plusvalenze si generano con la conversione in valute <strong>Fiat</strong>, qualche dubbio emergerebbe se sono cambiate con altre valute virtuali. Oppure nel caso in cui tali valute virtuali permangano nel portafoglio dei titolari.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, ai fini di detta valorizzazione, per similitudine, si potrebbe fare riferimento alla media delle <strong>quotazioni ufficiali</strong> rinvenibili sulle piatteforme on-line in cui avvengono le compravendite.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai fini di detenzione per la prova, comunque, si potrebbe ipotizzare di eseguire uno <em>screenshot</em> dell’operazione finanziaria visualizzata nel <em><strong>digital wallet</strong></em>. Anche se ciò potrebbe non essere sufficiente per l’Amministrazione Finanziaria.</p>
<h2 id="h-criptovalute-nel-quadro-rw" style="text-align: justify;"><span id="criptovalute-nel-quadro-rw"><strong>Criptovalute nel quadro rw</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Le istruzioni alla compilazione del <strong>Quadro RW</strong> prevedono indicazioni specifiche per le <strong>Criptovalute</strong>. Nella tabelle dei codici delle attività finanziarie detenute all’estero il <strong>codice 14</strong> riguarda le <strong>valute virtuali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’utilizzo del <strong>codice 14</strong> <strong>non prevede l’indicazione dello Stato estero</strong> di detenzione. Questo, come riportano le istruzioni, per tener conto della specificità delle Criptovalute. In sostanza, per la prima volta viene esplicitato dalle istruzioni relative al <strong>Quadro RW</strong> che vanno indicate anche le valute virtuali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OBBLIGO DI MONITORAGGIO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Occorre partire dal fatto che, in base a quanto dispone l’articolo 4 del D.L n. 167/90, le persone fisiche (oltre agli enti non commerciali e alle società semplici) devono compilare il Quadro RW del modello dichiarativo, relativo al monitoraggio fiscale. Questo in caso di detenzione di “<em>investimenti all’estero ovvero di attività estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia</em>“. Inoltre, l’articolo 4 prevede che con provvedimento del direttore delle Entrate viene stabilito il contenuto della dichiarazione annuale prevista ai fini del monitoraggio fiscale, sempre in relazione agli investimenti all’estero e alle attività estere di natura finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione che si pone, quindi, è se le valute virtuali si possono considerare “<strong><em>attività estere di natura finanziaria</em></strong>“, non rientrando certamente nel concetto di “<strong><em>investimenti all’estero</em></strong>“. La dimensione extra-territoriale delle Criptovalute non può essere assimilata, nella gran parte dei casi, a quella delle attività estere di natura finanziaria. Con la conseguenza che il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, con il quale sono stati approvati i modelli dichiarativi, risulterebbe in contrasto con la norma primaria di riferimento (articolo 4 del D.L. n. 167/1990). Senza contare, inoltre, che se soltanto dal periodo di imposta 2018 le istruzioni al <strong>quadro RW</strong> includono le valute virtuali tra le attività da indicare nello stesso. Ciò significa che in passato l’obbligo non sussisteva?</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda è sicuramente interessante, ma sul punto, tuttavia, manca ad oggi una vera e propria posizione da parte dell’Agenzia delle Entrate sull’obbligo (o meno) di indicare tra le attività finanziarie estere le valute virtuali prima dell’annualità 2018.</p>
<h3 id="h-il-valore-delle-criptovalute" style="text-align: justify;"><span id="il-valore-delle-criptovalute"><strong>Il valore delle criptovalute</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Quadro RW</strong> richiede l’indicazione del controvalore delle attività finanziarie detenute, sulla base del provvedimento del direttore delle Entrate del 18 dicembre 2013. Documento con il quale viene conferito il potere di stabilire il contenuto della dichiarazione annuale delle attività all’estero nonché, annualmente, il controvalore in euro degli importi in valuta da dichiarare. In tale provvedimento, per la valorizzazione delle attività finanziarie, viene operato un rinvio ai criteri utilizzati per la determinazione della base imponibile dell’IVAFE. Questo anche qualora essa non sia dovuta. Il criterio di valorizzazione dell’IVAFE consiste nel:</p>
<figure class="wp-block-pullquote" style="text-align: justify;">
<blockquote><p>
“valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui sono detenuti i prodotti finanziari (…) e, in mancanza, secondo il valore nominale o di rimborso”
</p></blockquote>
</figure>
<p style="text-align: justify;">Le circolari 28/E del 2012 e 38/E del 2013 sottolineano come tale valore debba essere pari (in alternativa):</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Al valore di mercato, rilevato al termine del periodo d’imposta o al termine del periodo di detenzione nel luogo in cui esse sono detenute;</li>
<li>Al valore nominale. Se le attività finanziarie non sono negoziate in mercati regolamentati;</li>
<li>Al valore di rimborso. In mancanza del valore nominale;</li>
<li>Al costo d’acquisto. In mancanza del valore nominale e del valore di rimborso.</li>
</ul>
<h4 id="h-il-costo-di-acquisto-come-valore-da-indicare" style="text-align: justify;"><strong>Il costo di acquisto come valore da indicare</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">La nozione di mercati regolamentati è stata individuata dalla prassi (circolare 165 del 1998) non solo in Borsa e nel mercato ristretto. Ma in ogni altro mercato disciplinato da disposizioni normative. Quindi, sia i mercati regolamentati di cui al TUF, sia i mercati di Stati appartenenti all’OCSE.</p>
<p style="text-align: justify;">Le rilevazioni di prezzo delle Criptovalute avvengono in luoghi che non costituiscono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Né mercati regolamentati. Elemento alla base del diniego della SEC alla creazione di ETF in criptoattività;</li>
<li>Né un sistema organizzato di negoziazione. La rilevazione avviene su piattaforme private che rilasciano informazioni relative al prezzo non validate né verificabili. Con forti variazioni intra-giornaliere e tra i vari fornitori di servizi.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Va altresì tenuto in debito conto che le Criptovalute non hanno valore nominale né valore di rimborso. Conseguentemente l’unico criterio oggettivo è costituito dal <strong>costo sostenuto per l’acquisto</strong> delle stesse. Nelle ipotesi in cui sussiste l’obbligo di indicazione delle valute virtuali nel Quadro RW, il criterio del costo è l’unico parametro coerente per le questioni che la disponibilità di Criptovalute può comportare.</p>
<h3 id="h-esempio-di-detenzione-di-criptovalute" style="text-align: justify;"><span id="esempio-di-detenzione-di-criptovalute"><strong>Esempio di detenzione di criptovalute</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Si ponga il caso di uno smartphone posseduto da un contribuente che viaggia in vari Paesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quale sarebbe il luogo da indicare nella dichiarazione? </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quello dove la persona ha dichiarato la propria residenza o dove trascorre la maggior parte del tempo?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Una risposta si potrebbe ricercare nelle regole fiscali internazionali relative alla residenza delle persone fisiche. Regole contenute nell’articolo 4 del <em><strong>Model Tax Convention on Income and on Capital</strong></em> del 21 novembre 2017. Secondo tale articolo si dovrebbe presumere che il luogo di detenzione delle valute virtuali coincida con lo Stato in cui il contribuente ha dichiarato il domicilio o la residenza, ovvero nel luogo in cui sono stati accertati secondo dette regole, non potendo utilizzare, per ovvie ragioni, le Convenzioni per evitare le doppie imposizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualora, invece, il <em><strong>wallet digitale</strong></em> si appoggi sui siti web di prestatori di servizi, a loro volta contenuti su <em>servers</em> di proprietà ovvero di terze parti. Come nel tipo di portafogli on-line, difficilmente il contribuente sarà in grado di conoscere il luogo del loro posizionamento nel globo. E, quindi, lo Stato in cui è detenuta la sua <strong>valuta virtuale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se hai deciso di leggere fino in fondo questo articolo sicuramente hai effettuato delle <strong>operazioni con le monete virtuali</strong>. Per questo motivo ti consiglio di fare molta attenzione per quanto riguarda la determinazione delle eventuali <strong>plusvalenze</strong> da tassare. Allo stesso tempo, devi fare attenzione anche al <strong>monitoraggio fiscale</strong>, in relazione al periodo di possesso delle valute virtuali nell’anno (in una situazione ove non vi è ancora una disciplina chiara in merito).</p>
<p style="text-align: justify;">Per avere maggiori informazioni o per analizzare la tua situazione <strong>contattaci via mail a <a href="&#x6d;a&#x69;&#108;&#x74;&#111;:&#x6f;&#102;&#x66;&#105;c&#x65;&#64;&#x66;&#105;s&#x63;o&#x63;&#111;&#x6e;&#x73;u&#x6c;&#116;&#x69;&#110;g&#x2e;&#105;&#x74;">&#111;&#x66;&#102;&#x69;c&#x65;&#64;&#102;&#x69;&#115;&#x63;&#111;&#x63;o&#x6e;s&#117;&#x6c;&#116;&#x69;n&#x67;&#46;&#x69;&#x74;</a></strong></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong><em>Un nostro professionista di Fisco Consulting effettuerà una consulenza ed eventuale elaborazione della dichiarazione dei redditi ad un costo pari a 100 euro per singolo anno di imposta.</em></strong></h2>

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                                                                                                                                    <a href="https://www.fiscoconsulting.it/modello-730-2026-le-principali-novita-e-da-quando-e-possibile-inviare-la-dichiarazione-2/"
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</div><p>L'articolo <a href="https://www.fiscoconsulting.it/criptovalute-come-inserirle-nella-dichiarazione-dei-redditi-2022/">CRIPTOVALUTE, come inserirle nella dichiarazione dei redditi 2022</a> proviene da <a href="https://www.fiscoconsulting.it">FISCO CONSULTING</a>.</p>
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